L’8 marzo si celebra la Giornata Internazionale delle Donne, un’occasione per riconoscere e valorizzare i progressi inerenti ai diritti e alle libertà fondamentali delle donne. La giornata riveste un valore universale affermando il principio dell’uguaglianza di genere e del rispetto dei diritti fondamentali, al di là di qualsiasi distinzione basata su nazionalità, etnia, lingua, cultura, condizione economica o orientamento politico.

Inoltre, il 2025 è un momento cruciale in quanto segna il 30° anniversario della Beijing Declaration and Platform for Action. Questo documento incarna il perfetto esempio di agenda strategica e trasformativa per l’empowerment femminile. Il documento costituisce uno dei principali quadri di riferimento per l’analisi della condizione delle donne a livello globale e per la valutazione degli impegni assunti dagli Stati nella promozione della parità di genere.

L’anniversario cade in un momento storico dominato dal declino della fiducia dei cittadini nelle autorità politiche, posto al centro delle sfide che i governi democratici si trovano ad affrontare oggi in molti Paesi. In questa cornice si inseriscono inoltre molteplici conflitti, guerre e disastri naturali, tutte queste variabili rendono ancora più urgente un impegno solido e concreto per l’attuazione dei principi sanciti dalla Piattaforma d’Azione.

A trent’anni dalla sua adozione, il documento conserva intatta la sua rilevanza, riaffermando il principio secondo cui i diritti delle donne sono diritti umani e che il raggiungimento della parità di genere rappresenta un valore essenziale e un continuum per il progresso della collettività. Tuttavia, la promessa di Pechino non ha trovato un’effettiva e piena applicazione, in particolare per le donne emarginate a causa di forme di discriminazione multiple e intersezionali.

L’intera comunità internazionale si è impegnata a raggiungere la parità di genere entro il 2030, come stabilito dal Goal 5 dell’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs). Tuttavia, le attuali crisi globali evidenziano l’urgenza di un’azione coordinata, poiché le donne e le ragazze sono colpite in modo sproporzionato da conflitti armati, pandemie, cambiamenti climatici e crisi economiche.

L’ultima edizione del rapporto “Progress on the Sustainable Development Goals: The Gender Snapshot 2024” sottolinea che, sebbene siano stati registrati significativi progressi nell’ambito dell’uguaglianza di genere e nell’emancipazione femminile, le disuguaglianze strutturali e le barriere sistemiche continuano a ostacolare il pieno riconoscimento e la tutela dei diritti delle donne. In particolare, le donne occupano un seggio parlamentare su quattro – un incremento rilevante rispetto a un decennio fa – e la percentuale di donne e ragazze che vivono in condizioni di estrema povertà è finalmente scesa sotto il 10%, dopo il forte aumento registrato negli anni della pandemia COVID-19. Il rapporto sottolinea la necessità di azioni concrete e accelerate per colmare i divari ancora esistenti e garantire un futuro più equo e inclusivo.

Tuttavia, dalla prima edizione del rapporto, sono state promulgate 56 riforme legislative a livello globale per ridurre il divario di genere. Nonostante questi passi avanti, la parità di genere nei parlamenti resta ancora una chimera, con valutazioni che indicano che potrebbe non essere raggiunta prima del 2063. Ma vi è di più, in quanto le stime attuali suggeriscono che nel 2030 il mondo sarà meno equo dal punto di vista del genere rispetto al 2015.

I diritti delle donne continuano a essere sotto attacco, saranno necessari ancora 137 anni per eliminare la povertà femminile su scala globale, infatti oggi 1 donna su 10 vive in condizioni di estrema povertà e quasi 600 milioni vivono in aree colpite da conflitti. Inoltre, circa una ragazza su cinque continua a essere costretta a un matrimonio infantile, una violazione che comporta rischi di esclusione sociale, mancanza di istruzione e violenza di genere. A questo ritmo, serviranno almeno 68 anni prima che questa pratica venga completamente eliminata.

La celebrazione dell’8 marzo non significa solo ricordare le promesse fatte, ma trasformarle in azioni concrete giorno dopo giorno affinché l’uguaglianza di genere sia una realtà e non un’utopia.

Sebbene i governi abbiano la responsabilità primaria di garantire, rispettare e implementare i diritti delle donne, il raggiungimento della parità di genere richiede un impegno collettivo e trasversale. Ogni individuo e settore della società ricoprono un ruolo cruciale nella rimozione delle barriere strutturali, nello smantellamento delle dinamiche patriarcali e nella riduzione delle disuguaglianze sistemiche, garantendo che le voci delle donne, in particolare quelle più vulnerabili, non siano solo sentite ma davvero ascoltate.

Francesca Braga

Immagine: Amnesty International Svizzera

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